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Chinatown Wars è un GTA costretto ad alzare il piede dall'acceleratore, fare il bilancio degli episodi vecchi e nuovi e contemplare direzioni che non siano solo avanti e sempre più in alto. È l'opposto dei precedenti sforzi di Rockstar su Psp Liberty City Stories e Vice City Stories, giochi che continuavano un filone anziché reinventarlo. Nel DS, Rockstar Leeds ha visto l'opportunità di creare un gioco che appaghi e allo stesso tempo tradisca tutte le aspettative del caso.
Questa volta l'eroe è Huang Lee, un membro delle Triadi Cinesi che, come molti altri, appena arrivato a Liberty City vede le sue speranze e aspettative infrante da parenti e amici. Non fa in tempo a scendere dall'aereo che si ritrova in mare, mentre tempesta di pugni (con lo stilo, ovviamente) il finestrino di una macchina che affonda. La preziosa spada cerimoniale del suo defunto padre, Yu Jlan, è stata trafugata da anonimi assassini suscitando l'ira funesta dello zio Kenny e la delizia di coloro che vorrebbero sfruttare il suo disonore.
Questo gioco non ama aggiungere strati d'orpelli che potrebbero oscurare la sua vera natura. Se guardiamo a GTAIV nella maniera più brutale possibile, Ricky Gervais che fa cabaret e solo performance capture, farsi amici e rispondere ai messaggi serve solo ad andare
in giro e le stazioni radio della città, senza dubbio il suo cuore e la sua anima, sono sole registrazioni su un disco. Il miglior mondo aperto realizzato finora è, per molte persone, anche uno dei più passivi. Ma provate a dirlo quest' episodio portatile. Le sue emittenti riproducono poco più che motivetti ininterrotti le sue cut scene s'ingegnano con immagini t testo. Le sue missioni richiedono di viaggiare per brevi distanze e non s'indugia troppo un volta arrivati a destinazione. Com'è giusto eh sia per un gioco portatile costruito con Intelligenza, qui si gioca, non si guarda.
Spesso non si riesce ad immaginare quel che potrebbe succedere dopo, cosa che spinge a tornare a giocare. Un tripudio di minigiochi via touch screen, deliziosamente irriverenti e spesse esclusivi delle singole missioni, punteggiano tutte le rapine, le sparatorie e le risse di Chinatown Wars, rinforzati da frizzanti botta e risposta tra Lee e i suoi strampalati datori di lavoro. Le schermate di testo non impoveriscono il gioco ( ogni omissione aggiunge tempismo e suspense. Potrebbe suonare un ritorno ai tempi più primitivi dei GTA per PS1, ma non è così. Non del tutto, almeno. Anche se non riesce ad offrire una linea dell'orizzonte che trasmetta le dimensioni del mondo di gioco (tutto quello che manca in questa Liberty City portatile e lo stato confinante d'Alderney), la visuale a volo d'uccello offre una visuale sorprendentemente intricata, mossa da un engine che mostra solo sporadici rallentamenti. Anzi, quando questo accade serve solo ad evidenziare quanti dettagli, alcuni del quali freschi da GTAIV, siano stati stipati nelle strade. Ci sono alcuni interni di gran pregio, ma il numero di personaggi a schermo e schizzato in orbita e non sarebbe esatto dire che il Rampage è tornato col botto, perché in realtà Lee preferisce di gran lunga i lanciafiamme.
Che Rockstar abbia scatenato il suo GTA più sovversivo e incendiario su DS è un audace segno di ribelle irriverenza. Il portatile Nintendo, francamente, se lo meritava e Chinatown Wars lo rifornisce con chili di pasticche, siringhe, pillole e polverine. Anche se pare quasi di sentire lo stilo squittire d'indignazione durante i tanto attesi traffici di droga, questa nuova economia sotterranea è una manna dal cielo. Con il proprio patrimonio trasformato in scottanti sacchi di polvere bianca, guidare per Liberty assume una dimensione tutta nuova. Abbattete io specchietto retrovisore di uno sbirro e la voce si spargera' per tutta la città, segnando il fischio d'inizio dell'inseguimento dei vostri sogni. Le macchine del gioco, che volano ed esplodono come quelle d'ogni altro GTA, sono calibrate quasi alla perfezione. Certo, c'e un sistema di 'mira automatica' che aiuta a restare in carreggiata, ma è cosi discreto da non risultare mai invadente.
Se c'e qualcosa di prevedibile in Grand Theft Auto: Chinatown Wars e la sua precisione. Anche se il gioco e la sua generosità forniscono motivi di lode in abbondanza, la vera star e I'interfaccia. Tra gli altri, la mappa GPS e lo stradario, l'HUD chiaro ma succinto e gli oggetti toccabili contenuti nei vostri rifugi sintetizzano l'intera esperienza di GTA con una forza che va ben oltre la sua consuetudine. Toccate il PDA e verrete sommersi d'opzioni e statistiche. Toccate il PC e potrete scambiarvi punti di passaggio e segreti via wi-fi, o navigate nelle email Toccate la barra laterale del GPS e avrete accesso a contatti, spacciatori o punti d'interesse in pochi secondi. La missione più dura di Grand Theft Auto, la lotta per un sistema di navigazione ottimale, e giunta al termine.
Se c'e un appunto da fare e che serve un po' di tempo per abituarsi a camminare col D-pad del DS, un'azione che farà difficoltà ad entrare in testa col resto dei controlli. Ma tale sarà il desiderio di scoprire questo gioco che ci vorrà ben altro per fermarvi. Nessun altro GTA ha avuto un aspetto cosi curato e solido rispettando allo stesso tempo la promessa di un mondo vivo e pulsante. Senza amici da scarrozzare o altre amenità, la vita quotidiana di questo signore del crimine passa preparandosi, facendo piazza pulita e incassando denaro. Tutto quello che si potrebbe desiderare, dunque, tra le faccende quotidiane del mondo reale.
DETTAGLI DEL GIOCO:
La grandiosità del multiplayer Chinatown Wars può battersi armi pari con quella di GTAIV, come se già non bastasse la sua semplice inclusione. Si possono scambiare punti di passaggio oggetti, e gli elementi co-op si estendono a modalità di gioco come Difendi la base. Stash Dash è un gioco di corse in stile Midtown Madness in cui si ruba un furgone pieno di soldi, guidandolo fino ad un traguardo mentre si respingono gli inseguitori con bombe di prossimità. Gang Bang è un gioco di sabotaggio e difesa ad obiettivi, mentre LC Survivor e' un deathmatch infestato di sbirri. Tutte si svolgono in una mappa a dimensioni naturali senza tempi di caricamento, anche se la maggior parte delle modalità è confinata dai suoi stessi obiettivi. Il rumore della motosega che cala sull'avversario è difficile da superare, ma non per questo, modalità di corsa non introducono ancora altre armi.
Il numero d'opzioni e variabili in Chinatown wars e' sbalorditivo, dai sistemi multipli di guida ai simboli (falcoltativi) che vi guidano ai punti di passaggio. Nessuna e' essenziale, ma ciascuna sapra' essere utile a qualcuno.
Lo stile artistico del gioco viene rappresentato perfettamente tramite l'uso di semplici vignette. Il multiplayer si svolge in locale con statistiche online.
Acquisire e tracciare i bersagli sarebbe stata inevitabilmente una sfida su DS, ma e' affidabile quanto mirare. Una volta che se n'aggancia uno, anche le armi corpo a corpo sono difficili da schivare, sebbene il danno collaterale si possa rivelare imprevedibile.
Le missioni richiedono di viaggiare per brevi distanze ed entrano subito nel vivo, all'inizio, la visuale limitata di Liberty minaccia di privare le strade del loro fascino. Presto comunque ci si adatta, anche grazie ad un espressivo stile artistico che ha un aspetto fantastico su DS. Si possono anche impostare le opzioni della telecamera per la guida.
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