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La particolarità di molti giochi di guida attuali è che sembrano quasi non riguardare più la guida propriamente detta. Quasi fossero ansiosi di evitare il freddo realismo di Race Pro e Gran Turismo, preferiscono dipendere da meccaniche di boost, potenziamenti di ogni tipo e razzi a ricerca di calore. In un mercato ormai praticamente saturo di trovate al limite della credibilità, quali carte giocherà il team di Asobo Studio per riuscire a proporre una nuova visione del genere?
Anche se non ci capiterà di sostare in stazioni di rifornimento, un primo indizio ci viene fornito dal titolo stesso. Fuel è senza dubbio uno dei racing game più ambiziosi di questo 2009, ma intimamente si concentra solo sulla guida in quanto tale: accelerare il veicolo, descrivere le curve alla velocità appropriata e guardare negli specchietti retrovisori. Il fatto di far tutto questo su una piattaforma che sovrasta il Grand Canyon viene dopo. Nessun potenziamento artificiale per il veicolo da voi scelto, nessuna freccia acceleratrice sull'asfalto, nessun guscio blu da scagliare con violenza ai kart avversari.
Il succo è da ricercarsi nelle corse stesse, nel loro concept e nell'ambiente in cui si svolgono. Molte sono le modalità con cui arrivare dal punto A al punto B: Checkpoint Attack, la cui unica regola è passare nell'ordine giusto sotto ogni coppia di bandierine posizionata sul tracciato; Raid, una corsa di 15-30 minuti senza alcuna sosta intermedia; Knock Out, in cui l'ultimo veicolo a passare ogni checkpoint viene eliminato infine, tutti i time trial e le corse libere del caso Ciò che rende divertente l'esperienza offerta è proprio il mondo in cui queste modalità sono poste. Un Checkpoint Attack non suona molto interessante finché non si osserva una montagna di moto, buggy, auto, dragster, camion e quad accalcarsi in prossimità di una bandiera per poi distanziarsi in direzione della successiva.
Il modello di guida arcade viene bilanciato dalla delicatezza con cui le curve vanno pennellate, oltre che dalle asperità del terreno su cui posano le vostre ruote. Qualunque cosa possa spezzare l'immersione nel gioco è riservata unicamente ai momenti indispensabili di ogni gara: un pulsante per ripartire istantaneamente (cadere in un dirupo potrebbe voler dire continuare a precipitare per una ventina di secondi) e un teletrasporto istantaneo sotto forma di elicottero verso uno di 100 punti della mappa.
E non abbiamo menzionato fin qui la presenza di un GPS su ogni veicolo per permettervi di stabilire il percorso in anticipo. O la distanza dell'orizzonte di 40 chilometri su un'area la cui superficie complessiva equivale a quella dell'Irlanda del Nord. O la possibilità di creare i vostri percorsi posizionando a piacimento nuovi checkpoint per poi portarli online. C'è moltissimo altro di cui parlare in Fuel, ma la cosa più esaltante è che sembra valere la pena parlarne.
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